Emissioni, Krugman favorevole a nuove tasse: ma lo sforzo deve arrivare da tutti i Paesi
23 luglio 2021
Emissioni, Krugman favorevole a nuove tasse: ma lo sforzo deve arrivare da tutti i Paesi
Il premio Nobel per l'Economia, Paul Krugman, ha espresso la sua posizione favorevole all'introduzione di una tassa sul carbonio sui prodotti d’importazione da quei paesi che non prendono provvedimenti sufficienti a limitare le emissioni di gas serra. La proposta di legge è arrivata la scorsa settimana, nello stesso giorno, sia al Congresso Usa sia a Bruxelles dove la Commissione ha presentato il suo meccanismo di “adeguamento del carbonio alle frontiere”. "Che opinione dobbiamo farci di queste tasse? – si è chiesto Krugman in un commento pubblicato da La Repubblica – So per esperienza che qualche voce si leverà per denunciarle come una nuova forma di protezionismo e/o per definirle illegali secondo il diritto commerciale internazionale. Sono voci che bisognerebbe ignorare". L'economista americano ha auspicato una qualche forma di sanzione internazionale contro le nazioni che non prendono provvedimenti per limitare le emissioni definendola "indispensabile se vogliamo fermare davvero una minaccia ambientale che sta mettendo in pericolo la nostra stessa esistenza". "I paesi in via di sviluppo, in particolare la Cina, ma non solo, sono già responsabili della maggior parte delle emissioni di anidride carbonica; se queste nazioni non partecipano, il grande sforzo congiunto di Stati Uniti ed Europa non servirà a molto", ha sottolineato. "Alla luce di queste considerazioni, sembra quasi scontato specificare che le tasse sul carbonio non hanno nulla a che vedere con il protezionismo, e sono legali secondo il diritto commerciale internazionale", ha sottolineato. Per spiegare il funzionamento delle nuove tasse, Paul Krugman ha illustrato un parallelo con l'IVA auspicando con non si vengano a creare dei cortocircuiti nel sistema: "nessuno vorrebbe una situazione in cui i clienti di un negozio pagano una tassa solo sui prodotti del proprio stato, mentre quelli cinesi restano esenti. Né avrebbe senso addebitare una tassa sulle vendite ai prodotti del proprio stato venduti in altri paesi".
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