Clima e transizione: la parola d'ordine è "cooperazione"
2 dicembre 2021
Clima e transizione: la parola d'ordine è "cooperazione"
"Un nuovo sistema energetico globale sta emergendo, lo vediamo ogni giorno, il 90% di tutte le centrali istallate nel 2021 è da fonti rinnovabili ed il solare ha la leadership nel nuovo mercato elettrico". Lo ha detto il Direttore esecutivo dell'AIE, Fatih Birol, in occasione della sua visita a Roma per un evento organizzato dall'Eni intitolato "World Energy Outlook 2021 - L'Italia e la transizione energetica tra Cop26 e scenari globali". Il messaggio che l'ultima edizione del WEO vuole dare - ha spiegato Birol - è che "dobbiamo preparare le nostre economie ed industrie, senza escludere nessuno, ed abbiamo bisogno di tutte le tecnologie esistenti, auto elettriche, carbon capture e così via, per centrare l'obiettivo di riduzione delle emissioni". Il Direttore dell'AIE ha tenuto anche a sottolineare che il cambiamento non sarà improvviso, "dal giorno alla notte", ma sarà progressivo e stabile nel tempo. Birol ha anche riconosciuto l'importanza della leadership dell'UE ed il suo ruolo chiave per la decarbonizzazione. L'evento si è tenuto al Gazometro, a Roma, un luogo simbolo per l'Eni. L'Amministratore delegato Claudio Descalzi ha ricordato che il processo di transizione dell'Eni è iniziato nel 2014, in coincidenza con la crisi dell'oil&gas, che ha stimolato la ricerca di "alternative" al core business. Una scelta che nel tempo ha visto il gruppo impegnato con importanti investimento per lo sviluppo di diverse tecnologie - dalle bioraffinerie alla carbon capture - per arrivate a delineare una strategia che ha come obiettivo il Net Zero. A proposito del problema della carbon tax, Descalzi ha sottolineato che c'è bisogno di una sistema più equilibrato, dove tutti pagano la tassa sulle emissioni, a partire da Cina, Stati Uniti e Russia, altrimenti ne va della competitività di Paesi come l'Europa che hanno una carbon tax che ha raggiunto circa 70 dollari. Il tema della cooperazione internazionale è stato condiviso da tutti gli ospiti all'evento, compreso il Vicepresidente europeo Paolo Gentiloni, che ha parlato della leadership europea nel campo della transizione energetica e della necessità di esercitarla dentro e fuori i suoi confini. Il commissario ha messo il punto anche su un altro aspetto cruciale, il bilanciamento fra la transizione climatica e la sua accettabilità sociale, sottolineando "quello che nn dobbiamo fare è rendere la transizione difficile da realizzare perché non accettata". A Proposito del PNRR, Gentiloni ha riconosciuto la difficoltà di mettere a terra risorse ingenti e l'impegno richiesto per farlo, ma ha sottolineato che "senza transizione climatica, la forza e competitività della manifattura italiana sarà messa a rischio e l'utilizzo delle risorse sarà fondamentale per il futuro del Paese". Anche il Ministro degli esteri Luigi Di Maio ha parlato dell'importanza di un coordinamento globale ed ha fatto cenno alla Cop 26 ed al fondo di 100 miliardi di dollari per sostenere la transizione dei Paesi in via di Sviluppo, che necessariamente andrà a favorire la sponda a Sud del Mediterraneo, con implicazioni anche sul fronte geopolitico e delle migrazioni.
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